SAGGESE: O.T, RICERCA E TELECOMUNICAZIONI

La strategia decennale dell’ASI

Tre le linee guida del Documento di Visione Strategica 2010-2020 presentato oggi dal Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana. La ricerca si muoverà nell'ambito della microgravità e in quella dell'esplorazione dell'Universo. La partecipazione alla Cosmic Vision dell'ESA e la leadership nelle missioni Bepi Colombo e ExoMars i punti cardine.

Si muoverà su tre linee strategiche l’azione dell’Agenzia Spaziale Italiana nel prossimo decennio: Osservazione della Terra, Telecomunicazioni e Ricerca. È quanto spiegato dal Presidente dell’ASI, Enrico Saggese, presentando oggi, presso la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale, il Documento di Visione Strategica 2010-2020 dell’ente spaziale.

Saggese ha anche spiegato i motivi di fondo che hanno portato alla scelta, da parte dell’ASI, di redarre un piano decennale, per garantire una continuità di investimenti e di operatività, “fermo restando – ha spiegato il presidente dell’ASI – che il piano può e deve essere sottoposto a verifica per i necessari aggiustamenti, nel solco però di scelte strategiche che sono necessarie in settore così complesso e tecnologicamente avanzato come è il settore spaziale.

Il settore ricerca, che fa parte dei tre filoni strategici previsti dal documento, contempla la ricerca in microgravità, e quindi lo sfruttamento della Stazione Spaziale Internazionale e, dall’altro, l’esplorazione dell’Universo. In questo campo l’ASI partecipa al Programma Scientifico “Cosmic Vision” dell’ESA che, al momento, prevede la selezione di due missioni scientifiche di classe media da scegliere tra le tre candidate: EUCLID, PLATO e Solar Orbiter. Missioni queste dedicate allo studio della Energia Oscura, alla ricerca di sistemi planetari extrasolari e allo studio del nostro Sole da distanza ravvicinata.

L’ASI, ha spiegato ancora Saggese, ha la leadership in due importanti programmi dell’ESA, Bepi Colombo per lo studio di Mercurio e le missioni ExoMars per la discesa e il movimento su Marte in collaborazione con la NASA. In entrambe le missioni infatti l’Italia è in prima linea sia per la realizzazione delle sonde sia per gli strumenti che saranno ospitati su di esse.

“Il Programma Scientifico dell’ESA, non esaurisce completamente le richieste della comunità nazionale, in particolare in quei campi nei quali essa ha raggiunto livelli di eccellenza specifici” ha aggiunto il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, “è quindi importante che l’ASI, nei limiti delle risorse disponibili, soddisfi al meglio l’eccellenza scientifica nazionale attraverso la partecipazione in programmi bilaterali”.

Ascolta l’intervista di Saggese a Storie dall’Astromondo