L'IMMAGINE OTTENUTA CON IL WFI DELL'ESO

Il fascino indiscreto della Nebulosa di Orione

Evoca il celebre monologo in Blade Runner: "Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi..." l'affascinante spettacolo di questa regione d'intensa formazione stellare, nota anche come Messier 42.

“Io ne ho… viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…[…] al largo dei bastioni di Orione…”. È l’incipit di un monologo reso famoso dal film Blade Runner e che è entrato a far parte della nostra cultura, soprattutto per quella immagine legata ad Orione. E in effetti questa costellazione continua a stupirci per quello che ci mostra nell’area di cielo che delimita, una finestra sulle meraviglie del cosmo.

Come testimonia l’immagine rilasciata dall’ESO della Nebulosa di Orione presa con la camera a grande campo WFI installata all’osservatorio di La Silla dell’ESO. Questa ci offre la possibilità di vedere da vicino una zona di massiccia formazione stellare per meglio comprendere la nascita e l’evoluzione delle stelle.

La Nebulosa di Orione, nota anche come Messier 42, è uno dei corpi celesti più facilmente riconoscibili e studiati in modo più approfondito. Si tratta di un enorme complesso di gas e polveri, il più vicino alla Terra del suo genere, in cui si formano stelle massicce. Il gas illuminato è cosi brillante da essere visibile persino a occhio nudo; diventa invece un’affascinante visione per mezzo di un telescopio.

L’immagine è un composito di diverse esposizioni prese con cinque filtri differenti. La luce che ha attraversato un filtro rosso, così come quella ricavata dal filtro che mostra l’emissione dell’idrogeno, è stata colorata di rosso. La luce della parte giallo/verde dello spettro è stata colorata di verde, mentre la luce blu è stata colorata di blu; infine la luce ottenuta con un filtro ultravioletto (UV) è stata colorata di viola. Ogni filtro è stato esposto per circa 52 minuti.

Leggi il comunicato dell’ESO in italiano