IL FENOMENO DESCRITTO SU SCIENCE

Tris d’eclisse in un colpo solo

Una stella che copre un'altra stella che copre un'altra stella. Questa la singolare configurazione astrale catturata dal satellite Kepler della NASA, che si trovava sullo stesso piano del trio KOI-126. Un evento che non mette in ombra la sua vera missione: trovare un gemello della Terra. Il primo candidato c'è, si chiama Kepler-10b. Roccioso, è poco più grande del nostro pianeta. Ma inadatto alla vita.

Quando si dice il vantaggio di avere un posto in prima fila. Mentre da qui, causa cielo nuvoloso, in pochi hanno avuto il prilegio di ammirare il Sole rabbuiarsi, dall’alto della sua orbita eliocentrica il satellite spaziale Kepler della NASA ha addirittura ammirato un trio di stelle che s’eclissano. Non uno, quindi, ma ben tre soli che si fanno ombra reciprocamente. Un interessante fuori programma per una missione di punta dell’ente spaziale statunitense, il cui scopo primario è la ricerca di pianeti extrasolari simili alla Terra.

Come raccontano questa settimana su Science Joshua Carter, dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophyics di Cambridg,  e colleghi, si è trattato di una coincidenza singolare. Kepler si è trovato quasi sullo stesso piano del sistema KOI-126, un trio composto da coppia di stella di piccola massa orbitanti intorno a una stella più grande. Da questa posizione ha catturato il tris d’eclissi, con lo stesso metodo adottato per rilevare il transito di pianeti in orbita attorno ad altre stelle (100 mila quelle sotto osservazione nel suo spicchio di cielo). I raffinatissimi strumenti a bordo di Kepler sono in grado di cogliere impercettibili variazioni di luminosità a ogni transito di un corpo celeste di fronte alla sua stella. Vedere una stella che passa di fronte a un’altra stella, in confronto, è stato un gioco da ragazzi.

L’evento, per quanto degno di nota, non mette certo in ombra i risultati che sta raccogliendo il satellite nei suoi primi otto mesi di osservazioni. Recentissima la notizia del primo pianeta simile alla Terra. Roccioso e poco più grande di noi. Si chiama Kepler-10b ed è già una star. Purtroppo, però, sembra decisamente improbabile che possa ospitare la vita. È vicinissimo alla sua stella, almeno 20 volte più vicino di quanto Mercurio sia al Sole. Tuttavia secondo i ricercatori “la scoperta di Kepler 10-b è una pietra miliare nella ricerca di pianeti simili al nostro. Sebbene questo pianeta non si trovi in una zona abitabile, dimostra quali scoperte senza precedenti diventino possibili”.