UNO STRANO OGGETTO NELLA LENTE DI HUBBLE

Una nube di luce riflessa

Si definisce Oggetto di Hanny ed è una nube informe che brilla di una luce verdastra, riflettendo la luce di un quasar, ora estinto, presente nella sua galassia vicina. Al suo interno una piccola sacca di formazione stellare

Una strana, luminescente verde nube di gas, che ha tratto in inganno gli astronomi sin dalla sua scoperta, nel 2007, è divenuta oggetto di studio da parte del telescopio spaziale Hubble. E così si scopre che questa nube deve la sua luminescenza a una quasar nei suoi pressi e mostra segni di presenza di stelle in formazione.

È indubbiamente uno degli oggetti celesti più curiosi mai osservati dall’Hubble Space Telescope. Si tratta di un’informe nube verde e brillante che fluttua nell’oscurità spaziale vicino a una galassia a spirale. Hubble ha rivelato alcuni “delicati” filamenti di gas e dei piccoli agglomerati di stelle in formazione all’interno di questa nube che è grande quanto la Via Lattea.

Quanto rivelato da Hubble segue la scoperta dell’Hanny’s Voorwerp (oggetto di Hanny in olandese). Prende il nome da Hanny van Arkel, il maestro olandese che scoprì la struttura spettrale nel 2007, mentre partecipava al progetto Galaxy Zoo online, cioè la classificazione, avvalendosi dell’aiuto del pubblico, di più di un milione di galassie. Galaxy Zoo catalogate negli Sloan Digital Sky Survey.

In questa nuova osservazione dell’Oggetto di Hanny, la Camera dell’Hubble ha scoperto una regione di formazione stella che si affaccia sulla galassia a spirale IC 2497, a circa 650 milioni di anni luce dalla Terra. Le osservazioni radio hanno mostrato un deflusso di gas dal nucleo della galassia. Le nuove immagini di Hubble rivelano che il gas della galassia interagisce con una piccola regione di Hanny’s Voorwerp, che sta implodendo formando stelle, le più giovani delle quali hanno un paio di milioni di anni.

Questa nube verdastra è resa visibile poiché illuminata da un fascio di luce proveniente dal nucleo della galassia, un quasar – un oggetto energetico luminoso alimentato da un buco nero, ormai spenta da 200 000 anni.

I risultati di questo studio sono presentati dall’astronomo Bill Keel dell’Università dell’Alabama a Tuscaloosa, Stati Uniti, nell’ambito del Congresso dell’American Astronomical Society a Seattle, USA.