HUBBLE METTE A CONFRONTO 140 GALASSIE

La Fusione Cosmica non accende il Buco Nero

Hanno messo a confronto 140 galassie attive e altre 1200 avvalendosi del telescopio spaziale Hubble, per scoprire che non c'è, come si pensa, una diretta relazione tra la fusione di galassie e l'accrescimento dei buchi neri che si trovano al loro centro. Altri e più miti fenomeni alimentano i Nuclei Galattici Attivi (AGN)

Che ruolo hanno le collisioni cosmiche con l’accrescimento dei buchi neri? Pare nessuno. E’ quanto emerge da uno studio effettuato avvalendosi del telescopio spaziale Hubble. Gli astronomi hanno messo a confronto diverse galassie, scagionando le collisioni cosmiche da quello che per anni si è creduto fosse la principale ragione dello scatenarsi di violente manifestazioni di energia nel cuore delle galassie. Una lunga e approfondita indagine ha verificato che non sono le galassie ad aumentare “l’appetito” del buco nero che normalmente alberga nel centro delle galassie, ma fenomeni cosmici di molto minore entità. Lo studio sarà pubblicato sull’Astrophysical Journal il prossimo 10 dicembre.

La maggior parte della galassie, e tra esse la nostra, hanno una tranquillo ed “educato” buco nero al centro di esse, mentre altre hanno disordinati e voraci buchi neri che risucchiano grandi quantità di materia, che diventa ancor più rilucente prima di finire nell’oblio.

Questo dà origine a quelli che vengono chiamati nuclei galattici attivi (AGN). La domanda è perché esistano situazioni così differenti? Ad oggi si ritiene che la fusione tra galassie fossero strumentali alla crescita dei buchi neri.

In questo nuovo studio che ha messo a confronto 140 galassie attive e controllato altre 1200 galassie inattive, si è verificate che non vi è stata alcuna relazione tra la fusione di galassie con l’aumento dell’attività degli AGN, almeno negli ultimi 8 miliardi di anni. Conseguentemente devono essere altri i fenomeni che determinano il diverso comportamento dei buchi neri, come l’instabilità all’interno delle galassie o le collisioni di nubi molecolari.

L’emissione delle radiazioni dai Nuclei Galattici Attivi è data dal comportamento della materia, come le nubi di gas o le stelle che si riscaldano, cadendo  nel supermassiccio buco nero posto nella parte centrale della galassia. Ma una questione ancora aperta nella fisica delle galassie attive è come questa materia attraversi il tratto finale di poche centinaia di anni luce che la porta nelle immediate vicinanze del buco nero prima di essere risucchiata da questo.

Mentre le fusioni sono un fenomeno comune e si pensa che svolgano un ruolo almeno per alcuni AGN, lo studio effettuato dimostra che tali fusioni non forniscono una risposta universale né un meccanismo dominante per l’accrescimento dei buchi neri.

Il comunicato del team di Hubble