UN'ODISSEA INIZIATA 33 ANNI FA

Voyager 1 al capolinea del Sistema Solare

Dopo essersi spinta a quasi 11 miliardi di miglia dal Sole, la sonda Voyager 1 della NASA ha pronto il passaporto per passare la frontiera del Sistema Solare ed entrare nello spazio interstellare. È l'oggetto più distante realizzato dall'uomo. A bordo, il "messaggio per gli alieni".

Dopo essersi spinta a quasi 11 miliardi di miglia dal Sole, la sonda Voyager 1 della NASA ha pronto in tasca il passaporto per passare la frontiera del Sistema Solare ed entrare nel “mitico” spazio interstellare, dove nessun’ altra sonda ha finora messo piede. La navicella, lanciata 33 anni fa, si trova ai confini dell’eliosfera, la bolla di gas ionizzato (plasma) emessa da Sole che avvolge interamente il nostro sistema planetario, proteggendolo come uno scudo magnetico dai raggi cosmici. Al di là, dell’eliosfera di estende il mezzo interstellare. Nel punto in cui si trova Voyager 1 in questo momento, dicono i tecnici del California Institute of Technology di Pasadena, in California, le particelle emesse dal vento solare hanno rallentato la loro corsa al punto da essere praticamente ferme. Secondo gli scienziati, il vento solare avrebbe “girato l’angolo” per via della la pressione del vento interstellare, che aleggia nella regione che separa le stelle.

Il vento solare viaggia a velocità supersonica finché non si scontra con l’onda d’urto del gas interstellare, attraversando la regione di “termination shock” dove rallenta a velocità subsoniche, si riscalda e diventa turbolento. I confini del Sistema Solare, per molti aspetti ancora oscuri, sono oggetto di studio da parte della sonda IBEX della NASA che sta riservando bei grattacapi.

La sonda Voyager 1, lanciata il 5 settembre 1977, ha superato la linea di “termination shock” nel dicembre del 2004. Grazie alla strumentazione a bordo, gli scienziati calcolano che quando le particelle si scontrano con la navicella alla stessa velocità di crociera della sonda, allora il vento solare è fermo. Ed è esattamente quando registrato a giugno, e nei mesi fino a oggi, un lasso di tempo sufficientemente ampio per confermare il risultato. L’annuncio è stato dato nel corso del congresso dell’American Geophysical Union a San Francisco.

Voyager 1 non è ancora entrata nello spazio interstellare: secondo le stime, ci vorranno altri quattro anni . Dopo di che, inizierà una nuova fase: Voyager 1 vedrà la densità delle particelle calde diminuirà drasticamente e aumenterà la densità delle particelle fredde. La sonda è il manufatto umano più lontano dalla Terra. A bordo trasporta un disco d’oro per grammofono, il Voyager Golden Record, concepito come il lascito della nostra umanità a eventuali civiltà extraterrestri che, in un futuro remoto, potrebbero imbattersi nella sonda. Sulla copertina del disco d’oro sono riportate indicazioni sul codice binario e la posizione della Terra nel cosmo. All’interno, è stato registrato un “messaggio per gli alieni” dell’allora presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter e una selezione di suoni e immagini della civiltà umana. Il tentativo estremo di tramandare nel futuro che noi, e il nostro sperduto pianeta, abitavamo qui. La navetta Voyager impiegherà 40.000 anni per arrivare nelle vicinanze di un’altra stella e molto più tempo per imbattersi in un pianeta abitabile. Le probabilità che il disco venga trovato da qualche forma di vita sono estremamente remote.

Un disco analogo viaggia anche a bordo della sonda gemella, Voyager 2, più lenta e diretta su un’altra traiettoria. Partita il 20 agosto 1977, attualmente si trova a 8,8 miliardi di miglia dal Sole. Nei prossimi anni, anche Voyager 2 varcherà le regioni in questo momento solcate da Voyager 1 e si lascerà alle spalle il Sistema Solare.