NEL MIRINO HARTLEY 2

Deep Impact fa gli straordinari

La sonda della NASA avrà un fly by con la cometa Hartley 2 il prossimo 4 novembre. Sarà la prima volta di una sonda impegnata due volte nella stessa missione. Ma ai dati della sonda "si devono aggiungere quelli dei telescopi a terra" ci dice Gian Paolo Tozzi dell'OA di Arcetri, che in Cile farà parte del gruppo di astronomi italiani che seguiranno l'evento.

La sua missione l’aveva già compiuta il 4 luglio del 2005, quando dopo un viaggio di sette mesi circa, aveva raggiunto il suo obiettivo, la cometa Tempel 1, per analizzarne il nucleo. Ora a distanza di oltre cinque anni, forte del carburante ancora disponibile, la sonda della NASA, Deep Impact, torna in missione. Obiettivo la cometa Hartley 2, che nei giorni scorsi a raggiunto la sua minima distanza dalla terra, 14 milioni di chilometri, dopo un viaggio di sei anni e mezzo.

L’incontro avverrà il 4 novembre prossimo, alle 4 del pomeriggio in Italia. La sonda Deep Impact approccerà questa cometa, considerata particolarmente interessante per la caratteristica chioma grande e brillante, a 700 chilometri dal suo nucleo. Sarà la quinta volta che una cometa verrà ripresa da così vicino e la prima in assoluto che una sonda svolga due volte questo stesso compito.

Ma l’osservazione di Hartley 2, iniziata già a settembre nella fase di avvicinamento della cometa, non riguarderà solo Deep Impact ma anche molti telescopi a terra, tra cui il NTT dell’ESO da dove opererano anche gli astronomi italiani. “La sonda, ora rinominata EPOXi, – dice Gian Paolo Tozzi dell’Osservatorio Astronomico di Arcetri – farà una visione a piccola scala ed è estremamente importante avere contemporaneamente una visione a larga scala per correlare i processi a piccola scala con quelli che vediamo da terra”.

Le attività di osservazione si protrarranno fino al fly by e nei giorni immediatamente successivi, a partire da quel momento arriveranno le prime informazioni con le prime immagini del nucleo della cometa.

Ascolta l’intervista integrale a Gian Paolo Tozzi.

Guarda il filmato della sonda NASA _Deep Impact_