ECCO OMEGA CENTAURI TRA 10 MILA ANNI

Hubble scruta il futuro delle stelle

Normalmente gli astronomi guardano milioni di anni nel passato. Stavolta invece gli scienziati hanno visto nel futuro. Utilizzando i dati del telescopio spaziale Hubble (NASA/ESA) hanno visto come si muoveranno le stelle nell'ammasso globulare Omega Centauri per i prossimi 10 mila anni.

Normalmente gli astronomi guardano milioni di anni nel passato. Osservano oggetti cosmici lontani nello spazio, ma anche nel tempo perché la luce che arriva a noi ha viaggiato per un certo tempo nello spazio e ci porta quindi informazioni relative alla situazione di partenza, nel passato appunto. Stavolta, però, gli scienziati sono riusciti a scrutare il futuro. Utilizzando i dati del telescopio spaziale Hubble (di NASA e ESA) hanno visto come diventerà l’ammasso globulare Omega Centauri nei prossimi 10 mila anni.

Ci sono almeno 10 milioni di stelle in questi agglomerato situato a circa 16 mila anni luce dalla Terra. Osservato per la prima volta 2 mila anni fa dall’astronomo greco Tolomeo, Omega Centauri può esser visibile a occhio nudo in una notte limpida. La gran moltitudine di stelle che compone l’ammasso orbita intorno a un centro di gravità comune. Sono così strettamente ammasaste che prima di Hubble gli scienziati non erano mai riusciti a guardare nel cuore di questo alverare e analizzare le singole stelle.

Il telescopio Hubble è andato oltre. È riuscito a ottenere una visione talmente nitida e dettagliata da consentire di misurare il moto di molte delle stelle di Omega Centauri su un periodo di tempo relativamente breve. La misurazione precisa dei piccoli movimenti delle stelle in un cluster gigante può fornire informazioni preziose su come si sono formati questi raggruppamenti nell’Universo primordiale e su come evolveranno nel futuro. Per esempio, si può capire se si verrà a creare un buco nero di dimensioni intermedie, 10 mila volte  più massivo del nostro Sole.

Grazie alle immagini scattate dalla Advanced Camera for Surveys di Hubble in quattro anni, analizzate con sofisticati programmi al computer, gli astronomi dello Space Telescope Science Institute di Baltimora hanno calcolato accuratamente i movimenti di oltre 100 mila stelle che popolano Omega Centauri, la ricognizione più grande finora effettuata di questo genere. “Con Hubble sono bastati 3-4 anni per rilevare i movimenti delle stelle: con un telescopio a terra ci sarebbero voluti 50 anni”, ha detto Van der Marel, uno dei ricercatori che ha seguito lo studio. Utilizzando queste informazioni, gli scienziati hanno previsto come saranno distribuite le stelle nell’ammasso tra 10 mila anni.