PER LA SETTIMANA MONDIALE DELLO SPAZIO

Il gioco dei pianeti

Per festeggiare la settimana dedicata all'Universo, che si celebra in 55 paesi del mondo dal 4 al 10 ottobre, l'Esa ha lanciato "Space Game". Una competizione online in cui i giocatori dovranno trovare il percorso più breve per raggiungere Giove, e tornare a casa.

Dal 4 al 10 ottobre si celebra in 55 paesi del mondo (Italia compresa) la Settimana Mondiale dello Spazio, un evento dedicato quest’anno ai misteri del cosmo e racchiuso, come sempre dal 1999, tra due date simboliche: l’anniversario dello Sputnik, il primo satellite lanciato in orbita il 4 ottobre del 1957, e il primo trattato internazionale spaziale “Outer Space Treaty”, entrato in vigore il 10 ottobre 1967. Alla settimana partecipano con eventi dedicati musei, scuole, aziende del settore aerospaziale, enti e governi.

In occasione della  ricorrenza, l’Agenzia spaziale europea (ESA) ha lanciato una sfida ai naviganti (della Rete). Si chiama “Space Game” ed è un gioco on line che consiste nel trovare la via più breve per andare su Giove e far ritorno a Terra. I giocatori si mettono nei panni di un pilota interplanetario che deve effettuare il percorso Terra-Venere e poi Venere-Terra-Marte-Giove in questa sequenza, consumando il minor carburante possibile.

Per semplificare l’accesso al gioco, l’Esa ha pensato anche a un video tutorial messo su YouTube e ha aperto un wiki cui tutti possono contribuire per spiegare le regole e come andare avanti nel gioco.

Una competizione amatoriale e divertente, certo, che vuole anche essere un progetto educativo per far conoscere al mondo (bambini, studenti, adulti) il sistema dei pianeti e ottenere, perché no, contributi innovativi alla ricerca spaziale. Per il momento, sono già pervenute centinaia di soluzioni di traiettorie per la missione su Giove, da circa mille utenti registrati allo Space Game. La sfida è aperta. C’è tempo fino a domenica 10 ottobre, quando l’ESA premierà i tre giocatori che hanno dato il miglior contributo. L’entità dei premi è ancora un mistero. Il che, probabilmente, farà aguzzare ancora di più l’ingegno agli aspiranti piloti di navicelle spaziali.