SORPRESE DALLA PERIFERIA DEL SISTEMA SOLARE

Imprevedibile eliosfera

I confini del Sistema Solare sono un posto molto meno tranquillo e statico di quanto gli scienziati pensassero. È quanto emerge dalla seconda mappa ottenuta dalla sonda IBEX della NASA. Stravolta rispetto a quella di un anno fa.

Fa freddo, è buio, polveroso e non ci sono pianeti. Eppure la periferia del nostro Sistema Solare è un posto tutt’altro che noioso. Quello che avviene laggiù – alla luce dei nuovi dati raccolti dalla sonda IBEX (Interstellar Boundary Explorer) lanciata due anni fa dalla NASA – continua a sorprendere e disorientare gli scienziati. Sembra che l’eliosfera, la bolla di plasma generata dal vento solare nel mezzo interstellare che protegge la Terra e gli altri pianeti dai raggi cosmici, abbia confini dinamici e imprevedibili. “Pensavamo che la parte esterna dell’eliosfera fosse stabile nel tempo”, ha dichiarato David McComas, del Southwest Research Institute, PI della missione IBEX e primo autore della ricerca apparsa su Journal of Geophysical Research. “IBEX ci sta mostrando che non lo è affatto e che i modelli che abbiamo usato per studiare l’interazione del vento solare con la galassia sono superati”.

I ricercatori hanno ottenuto una seconda mappa dell’eliosfera a meno di un anno di distanza dalla prima mappa e dal confronto sono emerse differenze clamorose. IBEX ottiene queste mappe misurado particelle prive di carica note come “atomi neutri energetici”, dette ENA, (l’acronimo in inglese). Questi particelle provengono dalla Bolla Locale e si spingono indisturbate verso il Sole, viaggiando a velocità che vanno da circa 800 mila a più di 4 milioni di chilometri all’ora. Non producono luce visibile dai telescopi e sono riscontrabili solo con gli speciali rivelatori a bordo di IBEX.

Inoltre, sembra sparito il “nastro” visto nella prima mappa, il cosiddetto “Ribbon”: una sorta di stretto cuscinetto estremamente e inspiegabilmente luminoso. Il nastro sembra aver perduto proprio la regione più energetica e brillante, una scoperta che era stata catalogata tra le 10 più importanti della NASA nel 2009. “Questi risultati ci dicono che questa regione sta cambiando rapidamente nel tempo”, ha detto McComas. “Ora dobbiamo scoprire perché”.