CRATERI E METEORITI A SAN PIETRO IN VINCOLI

La storia di Kamil

La scoperta del cratere Kamil perfettamente conservatosi dopo 5000 anni permette di approfondire gli studi dell'impatto dei meoriti sui corpi celesti che siano la Terra o la Luna. Un esempio a portata di mano che unitamente alle ricerche spaziali può dirci molto sulla storia e l'evoluzione del nostro pianeta e non solo.

La scoperta del cratere da impatto (vedi media inaf del 22 luglio) Kamil ha una storia avvincente. Scoperto nel deserto del Sahara grazie alle immagini da satellite disponibili su Google Earth, è una preziosa testimonianza della caduta di un piccolo asteroide metallico (appena 1 metro di diametro) in tempi recenti, tanto da aver preservato la struttura “raggiata” tipica di molti crateri lunari.

Una spedizione scientifica italo-egiziana ha raggiunto il luogo dell’impatto nel febbraio 2010 effettuando esperimenti e raccogliendo più di una tonnellata di preziosi meteoriti. Ma già in precedenza il cratere era stato studiato grazie alle immagini radar inviate dai satelliti COSMO-SkyMed dell’Agenzia Spaziale Italiana, del Ministero della Difesa e del MIUR: l’utilizzo di questa tecnica permette infatti di ottenere informazioni dettagliate sulla struttura del terreno direttamente dallo spazio. Le immagini, una volta elaborate da Telespazio e da e-GEOS (società ASI/Telespazio), hanno permesso ad esempio di escludere la presenza di crateri secondari nelle vicinanze, come spesso accade se il meteorite si spezza in due o più frammenti principali prima di raggiungere il suolo.

Il cratere Kamil ha attirato anche l’attenzione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che ha lanciato di recente un grande programma per prevenire i pericoli che provengono dallo spazio. Si chiama “Space Situational Awareness” (può essere tradotto liberamente con “Prendere Coscienza dell’Ambiente Spaziale”) e vuole proteggerci sia dai danni derivanti dalle attività umane nello spazio (la proliferazione dei cosiddetti “detriti spaziali”) sia dai più rari ma ben più pericolosi rischi di collisione con piccoli asteroidi vaganti nello spazio vicino alla Terra. Cioè quello che è accaduto nella regione di Kamil, fortunatamente desertica, vicino al confine tra Egitto e Sudan e che ha scavato una voragine larga circa 40 metri e profonda 15.

Il cratere Kamil sarà al centro della Conferenza “Kamil: un cratere lunare sulla Terra”, realizzata nell’ambito della sesta edizione del Congresso Eropeo di Planetologia in programma a Roma, e promossa dalla Space Academy Foundation costituita da Telespazio (una società Finmeccanica/Thales), da Thales Alenia Space (una società Thales/Finmeccanica) e dall’Università dell’Aquila.

Le testimonianze di Mario Di Martino, astronomo dell’INAF, e dei rappresentanti di ESA, Telespazio ed e-GEOS permetteranno di comprendere come unire le osservazioni al suolo e dallo spazio nello studio di quello che si può a buon diritto definire “il primo cratere lunare sulla Terra”.

L’appuntamento è per le ore 19:00 presso il Chiostro di San Pietro in Vincoli, Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza (Via Eudossiana 18, Roma).
Invito Conferenza Cratere Kamil