SCHIAPARELLI ALLA BIBLIOTECA BRAIDENSE

Inaugurata la mostra “Di pane e di stelle”

Aperta a Milano, presso la Biblioteca Nazionale Braidense, la mostra “Di pane e di stelle”, dedicata a Giovanni Virginio Schiaparelli. Per Maccacaro, «un’occasione per ripercorrere, attraverso documenti originali, aspetti professionali e della vita privata del grande scienziato».

«Uno scienziato straordinario, che ha fatto tantissime scoperte. Al punto che mi sono chiesto: ma dove trovava il tempo? Probabilmente è perché non doveva rispondere alle email», ha commentato scherzosamente Giovanni Pareschi, direttore dell’INAF-Osservatorio astronomico di Brera, inaugurando ieri, martedì 14 settembre, la mostra “Di pane e di stelle”. E in effetti è proprio a domande analoghe, in bilico fra vita quotidiana e vita professionale, e alla curiosità per i documenti originali più svariati, che vuole rispondere l’esposizione dedicata a Giovanni Virginio Schiaparelli, uno dei più grandi astronomi dell’Ottocento.

Aperta al pubblico fino al 16 ottobre, e ospitata in una cornice magnifica, la Sala Teresiana della Biblioteca Nazionale Braidense, a Milano, la mostra, curata da due esperte dell’INAF, Anna Maria Lombardi e Agnese Mandrino, prende il titolo da una frase che Schiaparelli stesso amava ripetere, ovvero che l’uomo non può vivere solo del pane: ha bisogno anche di alte aspirazioni che diano un senso alla vita. Come la passione per le stelle, sorta in Schiaparelli alla tenera età di quattro anni in occasione della sua prima osservazione astronomica, mentre si trovava “in groppa al padre”, come troviamo annotato nei suoi diari. Di pane e di stelle, dunque.

Oltre a Pareschi, Lombardi e Mandrino, davanti al pubblico presente al vernissage sono intervenuti Tommaso Maccacaro, presidente dell’INAF, Mauro Mariani, direttore del Polo dei Musei Scientifici del Comune di Milano, Ulrico Hoepli, presidente della casa editrice Hoepli e Piero Bianucci, giornalista scientifico. Maccacaro, nel suo intervento, ha ricordato quanto siano drasticamente diminuite, rispetto all’epoca di Schiaparelli, le possibilità di osservare il cielo da luoghi come la cupola dell’Osservatorio, ormai resa cieca dall’illuminazione urbana. E ha invitato il pubblico a rivisitare quelle epoche passate attraverso il nuovo portale web degli archivi storici dell’INAF, www.archivistorici.inaf.it. Dagli aneddoti biografici all’attualità scientifica, durante la sua conferenza su «Giovanni Schiaparelli, da Savigliano a Brera. Nascita di una vocazione scientifica» Bianucci ha invece sottolineato come ci siano oggi sonde spaziali che stanno passeggiando su Marte tra le formazioni battezzate da Schiaparelli.

Per chi non potesse recarsi alla mostra – che è a ingresso libero, ed è aperta dal lunedì al sabato, dalle 9 e 30 alle 13 – sarà comunque possibile assaporare frammenti autentici della vita di Schiaparelli grazie a un blog, centenarioschiaparelli.blogspot.com:  un appuntamento settimanale in rete con gli scritti scientifici, le amicizie, la vita pubblica, le osservazioni del cielo, le passioni e le vicende quotidiane del grande astronomo.

Qui puoi vedere il video dell’inagurazione:

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