VENERE E MARTE UN TEMPO ABITABILI?

Un sistema solare da bere

Due studi scientifici, resi pubblici quasi in contemporanea, tentano di ricostruire un’epoca in cui la Terra non era l’unico pianeta abitabile del Sistema Solare. A farle compagnia, Venere e Marte. Stando alle sonde ESA Venus Express e Mars Express, probabilmente l’acqua abbondava in entrambi.

Fulmini nell'atmosfera di Venere. Rappresentazione artistica di J. Whatmore

Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere, recita il titolo del più celebre saggio di sociologia degli anni Novanta. Se quella di John Gray, l’autore del libro, è null’altro che una fortunata metafora, gli ultimissimi dati delle sonde dell’ESA Venus Express e Mars Express—rispettivamente in orbita attorno a Venere e a Marte, ed entrambe realizzate anche grazie al contributo di ricercatori dell’INAF—lasciano intendere che un tempo, sui due pianeti a noi più vicini, una qualche forma di vita forse sarebbe stata possibile. O meglio, ci potevano essere le condizioni per ospitarla. Prima fra tutte, la presenza di acqua allo stato liquido.

Partiamo da quello a noi più vicino, Venere. L’ipotesi sulla possibilità che miliardi di anni fa potesse presentare condizioni favorevoli alla vita è stata resa nota dall’ESA lo scorso 24 giugno, in concomitanza con la Conferenza Internazionale annuale ad Aussois, in Francia, della quale abbiamo scritto anche su queste pagine. Recenti misure di Venus Express sulla proporzione fra ioni d’idrogeno e d’ossigeno in fuga dall’atmosfera di Venere sembrano infatti indicare un rapporto due a uno. Proprio come se fossero stati originati da molecole d’acqua: H2O, per l’appunto, due atomi d’idrogeno per ogni atomo d’ossigeno.  «Questo ci fa pensare», ha affermato Colin Wilson, della Oxford University, «che in passato potesse esserci su Venere una grande quantità di acqua». E con l’acqua, sebbene sia difficile da dimostrare, la possibilità di ospitare la vita.

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Pozze e laghi sulla superficie di Marte. Crediti animazione: ESA

A conclusioni simili sono giunti i ricercatori al lavoro sui dati raccolti da due sonde marziane, Mars Express dell’ESA e Mars Reconnaissance Orbiter della NASA. I risultati, dei quali abbiamo parlato anche su Media Inaf, sono stati pubblicati su Science la scorsa settimana. Oltre a confermare che, quattro miliardi d’anni fa, sul pianeta rosso c’era acqua allo stato liquido, John Carter (Università di Parigi) e i suoi colleghi ritengono che questa fosse presente anche nell’emisfero settentrionale. La conclusione è che anche su Marte potessero esserci condizioni favorevoli all’evoluzione di qualche forma di vita.

Insomma, in epoche remote, seppur per breve tempo, il Sistema Solare interno pare sia stato un luogo molto più promettente, per la vita, di quanto non sia ora. Ma tutta quell’acqua, per una serie di fenomeni ancora in parte da comprendere, è andata perduta. E la Terra è rimasta l’unico pianeta a mantenerne in abbondanza. «Questo ci dice che una piccola differenza nelle condizioni termodinamiche, e dunque nella posizione rispetto al Sole, può provocare una notevole differenza nell’evoluzione termica del pianeta», spiega Angioletta Coradini, direttore dell’INAF-IFSI di Roma. Dunque non rischiamo anche noi, come Venere e Marte, di rimanere senz’acqua? «Be’, le condizioni attuali permettono di sottrarre parte della CO2 dall’atmosfera attraverso il ciclo dei carbonati. E quindi, in qualche misura, in questo momento noi siamo protetti. Però è ovvio che, se pompassimo CO2 continuamente nell’atmosfera, potremmo produrre dei cambiamenti climatici. Ma arrivare alla situazione di Venere mi sembra improbabile», conclude Coradini, «proprio per la diversa distanza che ci separa dal Sole».

Puoi ascoltare l’intervista integrale ad Angioletta Coradini:

[audio:http://www.media.inaf.it/audio/20100628-angioletta-coradini.mp3|titles=Intervista ad Angioletta Coradini]

E a questo argomento è dedicata la puntata odierna di Storie dall’Astromondo, ospite Enrico Flamini, responsabile per l’Esplorazione dell’Universo dell’Agenzia spaziale italiana:

[audio:http://www.media.inaf.it/audio/20100628-astromondo.mp3|titles=Enrico Flamini (ASI) a Storie dall’Astromondo]