STUDIO SU NATURE RIVELA L'ORIGINE RECENTE

Ringiovanite le lune di Saturno

Una nuova, intrigante ipotesi sulla formazione di Atlante, Giano, Pandora, Prometeo e Epimeteo. Si sarebbero formate appena 10 milioni di anni fa dall'aggregazione di materiale degli anelli. È la conferma di un dato già emerso nelle osservazioni di VIMS a bordo della sonda Cassini.

Si fa strada una nuova, intrigante ipotesi sulla formazione delle Lune minori che orbitano tra gli anelli di Saturno, Atlante, Giano, Pandora, Prometeo e Epimeteo. Sarebbero giovani, molto più giovani dell’età che potrebbe essere attribuita loro se si fossero formate insieme al Sistema Solare per poi migrare  nell’orbita di Saturno,  attirate dalla sua spropositata massa.  Avrebbero solo dieci milioni di anni, e non 4,5 miliardi. A supportare l’origine recente delle piccole lune è stata una simulazione dinamica svolta da ricercatori dell’Università Paris Diderot, a Parigi. Un risultato che però non è isolato: il dato, presentato su Nature, concorda infatti con l’analisi della composizione delle Lune effettuata grazie allo spettrografo italiano VIMS a bordo della sonda Cassini (NASA-ASI-ESA).

Ma andiamo con ordine. Finora l’età di questi curiosi satelliti, simili a dischi volanti, con una superficie liscia e un interno poroso, è stato un quiz senza risposta esatta. O meglio, con due risposte opposte entrambe parzialmente esatte. Stabilire la loro anzianità è cruciale per determinare l’età degli anelli del gigante gassoso. Spiega Gianrico Filacchione, ricercatore dell’INAF-IASF di Roma: “Nella prima ipotesi, gli anelli si sarebbero formati in tempi recenti dalla disgregazione di una luna o di una cometa di ghiaccio avvicinatasi troppo al pianeta e disintegrata per effetto della gravità. Nella seconda ipotesi, gli anelli sarebbero oggetti primordiali, residui del disco protoplanetario. Entrambe le versioni hanno prove a favore e prove contrarie”. Un bel paradosso.

Tra gli elementi a favore dell’età giovane, ci sono i dati raccolti dalla sonda Cassini.”VIMS ha trovato che i grani di ghiaccio degli anelli sono incontaminati: composti da ghiaccio puro. Se i dischi avessero un’età molto antica, avremmo trovato tracce del flusso meteoritico”, dice Filacchione. D’altra parte la dinamica delle piccole Lune faceva propendere per l’ipotesi dell’origine primordiale. Ipotesi che ora lo studio francese torna a sconfessare. Secondo la simulazione, l’anello di 15 chilometri di diametro che si estende a 120.000 chilometri dal centro del pianeta può rilasciare materiale nelle zone vuote intorno. Le piccole lune si sarebbero formate dall’aggregazione di questi grumi di ghiaccio e polvere,  a partire dal limite di Roche (la distanza alla quale un oggetto può arrivare dalla superficie del pianeta senza schiantarcisi contro per effetto della gravità). Man mano che le lune aumentano di dimensioni, la “marea” gravitazionale di Saturno finirebbe per spingerle verso l’esterno, a orbitare intorno al pianeta in un delicato equilibrio di forze. “Questa spiegazione giustificherebbe sia la posizione, sia la densità estremamente bassa delle piccole Lune”, prosegue Filacchione. “La missione Cassini, recentemente estesa fino al 2017, ci permetterà di effettuare altri sette anni di osservazioni per chiarire questi processi, oltre a studiare le stagioni di Saturno e l’evoluzione ell’atmosfera al variare delle stagioni”.