SI ACCENDE IL DIBATTITO SUL RIORDINO DEGLI ENTI

Quale futuro per l’INAF?

Evento cardine della seconda giornata del 54° congresso SAIt la tavola rotonda sulle prospettive dell'astronomia. Maccacaro: "Nonostante le risorse sempre più scarse, l'astronomia è in gran forma". Bussoletti (ASI): "L'ente non può più sopravvivere solo con i contributi dell'agenzia spaziale"

Seconda giornata del 54° Congresso della Società Astronomica Italiana in corso all’INAF-Osservatorio astronomico di Capodimonte con la mattina dedicata all’esplorazione del Sistema Solare e alle popolazioni stellari con due sessioni particolarmente partecipate.  Ma l’ evento cardine della giornata è stato la tavola rotonda coordinata dal direttore dell’Osservatorio di Bologna, Flavio Fusi Pecci, dedicata alle prospettive dell’astronomia nel prossimo decennio. Al tavolo il Presidente della Sezione INFN di Napoli, Luigi Merola, il Presidente della SAIt Roberto Buonanno, il Presidente dell’INAF Tommaso Maccacaro, il Presidente della RRIA Fabio Mardirossian, Tito Varrone, membro della commissione di Saggi per lo statuto dell’INAF come lo stesso Mardirossian, Ezio Bussoletti, membro del CdA dell’ASI.

Il Presidente Maccacaro ha dedicato parte del suo intervento allo stato dell’arte dell’INAF registrando i miglioramenti gestionali che, pur lentamente e sempre con estreme ristrettezze economiche, hanno portato a destinare maggiori risorse alla ricerca scientifica di base, ma anche alle borse di studio e ai dottorati. Il Presidente dell’INAF ha anche annunciato maggiori risorse premiali per la ricerca di base, per le strutture dell’ente. Fatta questa premessa, per Maccacaro l’astronomia sta in gran forma. Dal E-ELT a SKA il cammino procede a passo costante e con un sereno ottimismo. Ma soprattutto per il Presidente INAF è grande l’interesse dei giovani verso questa scienza. Lo confermano i dati del bando per le borse di studio illustrato recentemente su media inaf. Come anche gli stage negli USA, anche questi qui illustrati, nella convinzione che non resteranno esempi isolati ma esperienze replicabili.

Relativamente al riordino, l’obiettivo principale da parte del governo è quello di risparmiare. L’INAF deve far quadrare i conti con sempre più scarse risorse. Ciò nostante per Maccacaro è una buona occasione perché l’efficienza gestionale dell’INAF possa trarne benefici, nello sforzo di trovare internamente quelle risorse che verranno a mancare.  Ribadito di condividere la necessità espressa dalla comunià di un maggior ruolo del Consiglio Scientifico, Maccacaro ha concluso con l’idea, in un futuro non immediato ma non così lontano, della creazione di un solo grande istituto dedicato alla fisica. Che veda insieme INAF e INFN. Proposta, come detto dallo stesso Presidente INAF e ribadito da Varrone, legislativamente non perseguibile.

Il rappresentante del MIUR, ha ribadito che il CdA dell’INAF resterà nella sua attuale conformazione, ma ne verrà ridisegnato il ruolo che possa permettere una pianificazione a più lungo termine ma soprattutto maggiormente rispondente ali contributi delle realtà scientifiche territoriali.

Bussoletti ha sottolineato come il decreto di riordino non sia il migliore possibile, come condiviso dalla stessa commissione senatoriale che l’ha rimandata indietro chiedendo, inascoltata,  modifiche radicali per una maggiore efficienza degli enti. In questa situazione l’INAF è destinata a soccombere e deve la propria esistenza solo grazie ai contributi ASI.  

 Ha chiuso il giro Fabio Mardirossian dicendosi convinto che se l’NAF prendesse ad esempio le norma di funzionamento dell’INFN ne trarrebbe giovamento, ma anche che l’INAF dovrebbe poter contare su una situazione finanziaria che non debba fare affidamento per la sopravvivenza ai contributi dell’ASI.

Insomma, un dibattito aperto e vivace, un dibattito che contrassegnerà il percorso di stesura del nuovo statuto dell’ente nazionale di astronomia e astrofisica.