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ZOOM SULL’UNIVERSO DISTANTE

Primo piano di stelle in anteprima

Gli astronomi stavano osservando un massiccio ammasso di galassie con il telescopio Apex in Cile, quando hanno notato una galassia mai vista e brillante. Sforna nuovi soli a un ritmo 100 volte più veloce del solito. Una lente gravitazionale ingrandisce l'immagine di 32 volte

Per la prima volta gli astronomi hanno ottenuto misurazioni dirette delle dimensioni e della luminosità di regioni di formazione stellare in una galassia molto distante, grazie a una casuale scoperta fatta con il telescopio APEX dell’ESO, situato sull’altipiano di Chajnantor, in Cile, a 5000 metri d’altitudine. La galassia è così distante e la sua luce ha impiegato così tanto tempo a raggiungerci che la vediamo com’era 10 miliardi di anni fa. Una “lente gravitazionale” cosmica ingrandisce la galassia, fornendoci un’immagine così ravvicinata che sarebbe altrimenti impossibile da ottenere. Un colpo di fortuna che ha rivelato una frenetica e vigorosa formazione stellare nelle galassie dell’Universo primordiale, con vivai di stelle che si formano 100 volte più velocemente che nelle galassie più vicine. La ricerca è stata pubblicata online sulla rivista Nature.

Gli astronomi stavano osservando un massiccio ammasso di galassie con il telescopio Atacama Pathfinder Experiment (APEX), a lunghezze d’onda submillimetriche, quando hanno trovato una galassia nuova e brillante come non mai, più distante delle più brillanti galassie finora osservate alle stesse lunghezze d’onda. È così brillante perché i grani di polvere nella galassia brillano dopo essere stati scaldati dalla luce stellare. La nuova galassia, battezzata con il nome di SMM J2135-0102, è così brillante grazie al massiccio ammasso di galassie che si trova in primo piano. La sua enorme massa curva la luce della galassia più distante, funzionando come una lente gravitazionale. Così come fa un telescopio, ingrandisce e rende più brillante la galassia distante. Grazie al fortuito allineamento fra l’ammasso e la galassia distante, quest’ultima viene ingrandita di 32 volte.

“L’ingrandimento ci mostra la galassia con un dettaglio senza precedenti, anche se è così distante che la sua luce ha impiegato circa 10 miliardi di anni a raggiungerci”, spiega Mark Swinbank della Università di Durham, primo autore dell’articolo che riporta la scoperta.

L’ingrandimento ha fatto capire che le nubi di formazione stellare possono essere individuate all’interno della galassia, fino a una scala minima di alcune centinaia di anni luce – quasi le stesse dimensioni delle nubi giganti nella nostra Via Lattea. Per poter vedere questo livello di dettaglio senza l’aiuto di una lente gravitazionale servirebbero telescopi come ALMA (l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), che al momento è in costruzione sullo stesso altipiano dove si trova APEX. Questa fortunata scoperta ha quindi dato agli astronomi una anteprima unica sulla scienza che sarà possibile fra alcuni anni.

Queste “fabbriche di stelle” sono simili per dimensioni a quelle della Via Lattea, ma cento volte più luminose, il che suggerisce che la formazione stellare nelle prime fasi di vita di queste galassie sia un processo molto più vigoroso di quello tipicamente visto nelle galassie più vicine. I ricercatori stimano che SMM J2135-0102 stia producendo stelle ad un ritmo equivalente a circa 250 Soli all’anno.

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Tags ESO
Daniela Cipolloni: