SPECIALE PHOBOS. IL RADAR MARSIS

Tête-à-tête con la luna di Marte

Mars Express ha iniziato una serie di flyby ultra-ravvicinati su Phobos. Per svelarne gli enigmi, verranno attivati tutti e sette gli strumenti a bordo della sonda. In molti dei quali sono protagonisti gli astrofisici dell’IFSI di Roma, nostri "inviati speciali" oggi e nei prossimi giorni.

Il culmine è previsto per mercoledì 3 marzo, quando la sonda europea Mars Express gli passerà accanto alla distanza record di 50 chilometri. Ma la campagna ha avuto inizio già da un po’, il 16 febbraio scorso, e continuerà fino al 26 di marzo. In calendario, 12 flyby, ovvero 12 sorvoli ravvicinati e fugaci, su uno fra gli oggetti più enigmatici del sistema solare: Phobos, uno dei due satelliti di Marte. Il più grande e il più misterioso.

A guardarlo, con quella forma sgraziata e tutti quei bozzi, fa venire in mente una patata. Ma le sue caratteristiche uniche lo rendono, agli occhi degli astronomi, un autentico rebus. Anzitutto, Phobos orbita attorno a Marte in modo a dir poco anomalo: molto basso (nemmeno 10mila chilometri) e straordinariamente veloce. Talmente rapido da superare, caso unico fra i satelliti naturali, la velocità di rotazione del proprio pianeta. Marte, infatti, ruota su se stesso in 24 ore e 37 minuti, mentre Phobos completa la sua orbita in appena 7 ore e 39 minuti. Insomma, in un giorno marziano, la luna sorge e tramonta più volte.

Ma anche l’origine di Phobos è fonte di notevole perplessità. Almeno tre le ipotesi degli scienziati: un asteroide catturato (è quella più gettonata), un satellite formatosi insieme al pianeta, o un “pezzo” di Marte che si è staccato, per esempio in seguito all’impatto di un meteorite. E negli anni Sessanta, tale era la confusione suscitata da questa strana luna da far azzardare a qualcuno niente meno che l’ipotesi di un’origine artificiale!

L’occasione che si presenta ora a Mars Express è dunque ghiotta. Una serie di passaggi ravvicinati durante i quali tutti e sette gli strumenti di bordo, a turno, verranno attivati più volte per studiare Phobos in ogni dettaglio. Ecco dunque il calendario degli incontri, con la distanza dalla superficie di Phobos e gli strumenti che entreranno (o già sono entrati) di volta in volta in azione:

16 febbraio 991 km PFS, SPICAM, ASPERA
22 febbraio 574 km PFS, SPICAM, ASPERA
25 febbraio 398 km PFS, MARSIS
28 febbraio 226 km PFS, MARSIS
03 marzo 50 km MaRS, ASPERA
07 marzo 107 km HRSC, OMEGA, MARSIS, SPICAM, ASPERA
10 marzo 286 km HRSC, OMEGA, MARSIS, ASPERA
13 marzo 476 km HRSC, SPICAM, PFS, ASPERA
16 marzo 662 km HRSC, SPICAM, PFS, ASPERA
19 marzo 848 km HRSC, SPICAM, PFS, ASPERA
23 marzo 1341 km Non utilizzato
26 marzo 1304 km HRSC, SPICAM, PFS, ASPERA

Dei sette strumenti di Mars Express, molti vedono un forte coinvolgimento della comunità italiana, e in particolare dei ricercatori dell’INAF-IFSI di Roma. Gli “inviati speciali” ideali, dunque, per raccontarci come sta procedendo questa sequenza di flyby. Cominciamo oggi con lo strumento MARSIS (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding), un radar sottosuperficiale, e ne parliamo con Roberto Orosei e Andrea Cicchetti. A Roberto Orosei, che di MARSIS è il vice principal investigator, abbiamo chiesto di spiegarci che cos’è questo radar e cosa potrebbe rivelarci di Phobos:

[audio:http://www.media.inaf.it/audio/roberto-orosei-phobos.mp3|titles=Intervista a Roberto Orosei (a cura di Marco Malaspina)]

Ad Andrea Cicchetti, che di MARSIS sta seguendo le operazioni e pianificando le osservazioni, abbiamo invece chiesto un breve resoconto a caldo di come sono andati i primissimi incontri con Phobos:

[audio:http://www.media.inaf.it/audio/andrea-cicchetti-phobos.mp3|titles=Intervista ad Andrea Cicchetti (a cura di Marco Malaspina)]

La cronaca del flyby proseguirà nei prossimi giorni, con rappresentanti degli altri strumenti a bordo di Mars Express.