RIATTIVATO HIFI, UN RABDOMANTE COSMICO

Herschel riapre il terzo occhio

Lo strumento HIFI a bordo del telescopio spaziale Herschel dell’Esa è stato acceso con successo, dopo un periodo d’inattività durato oltre cinque mesi dovuto a un’anomalia imprevista della parte elettronica.

Lo spettro della "prima luce" di HIFI. Crediti: ESA e HIFI consortium

Lo strumento HIFI a bordo del telescopio spaziale Herschel dell’ESA è stato acceso con successo, dopo un periodo d’inattività durato oltre cinque mesi dovuto a un’anomalia imprevista della parte elettronica.

Con questa operazione, Herschel torna dunque a operare al massimo delle sue capacità osservative. Lo scopo primario dello strumento HIFI è l’individuazione dell’acqua negli oggetti celesti. Nei prossimi tre anni gli spettri di HIFI saranno utilizzati per sondare gli ambienti stellari e per studiare il ruolo dei gas e delle polveri nella formazione di stelle e pianeti, nonché l’evoluzione delle galassie.

La qualità dei primi spettri, ottenuti con HIFI il 22 giugno 2009, ha dimostrato la versatilità dello strumento, la cui accuratezza e risoluzione si è dimostrata addirittura superiore alle specifiche. Il 3 agosto 2009, però, all’inizio della verification phase, si è scoperto che HIFI non funzionava più secondo le attese. In seguito si è accertato che l’anomalia era dovuta a un picco di tensione nell’elettronica della LCU di HIFI, l’unità di controllo dell’oscillatore locale.

Proprio per affrontare anomalie di questo tipo, HIFI è provvisto di un’elettronica ridondante, inclusa la LCU, in grado di fornire piene funzionalità. Prima di attivarla, però, l’ESA e il consorzio HIFI hanno voluto la certezza di aver compreso a fondo la causa del problema. Subito dopo lo spegnimento di HIFI, dunque, il consorzio, insieme all’Esa, ha avviato un’indagine minuziosa, preliminare alle modifiche al software di controllo della LCU necessarie per evitare che il problema si presentasse di nuovo.

Tutti i test compiuti dopo la riaccensione, avvenuta la settimana scorsa, hanno confermato che il sistema di backup della LCU si comporta perfettamente. Non solo: la qualità dei sensori di HIFI non ha risentito dell’intervento. Dunque le loro capacità sono rimaste le stesse che già avevano permesso a Herschel di catturare gli spettri di gas molecolare caldo nella regione di formazione stellare DR21, nella costellazione del Cigno. Spettri che hanno mostrato la presenza di acqua, di carbonio ionizzato e di monossido di carbonio.

HIFI è stato progettato per la ricerca dell’acqua in diverse tipologie di sorgenti celesti, come parte di un’indagine sul ruolo giocato da gas e polveri nella formazione delle stelle e dei pianeti, e nell’evoluzione delle galassie. La piena riuscita della riattivazione di HIFI avviene proprio mentre un bersaglio importante, le regioni di formazione stellare della Nebulosa di Orione, sta per entrare nel campo di vista degli strumenti.

HIFI è stato progettato e costruito da un consorzio di agenzie, istituti di ricerca e dipartimenti universitari europei, canadesi e americani. Fra i quali, per l’Italia: l’Agenzia Spaziale Italiana, l’INAF-IFSI e l’INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri.

Herschel sul web (in italiano): castor.ifsi-roma.inaf.it/herschel

La news sul sito ESA: sci.esa.int/science-e/www/object/index.cfm?fobjectid=46304