SCOPERTA DEL SATELLITE COROT

Le inquietudini d’un Sole adolescente

Si trova a circa 1000 anni luce dalla Terra, e si comporta come il nostro Sole quando aveva appena 500 milioni di anni, all’epoca in cui sulla Terra s’avviarono i processi che avrebbero portato alla vita. CoRoT-Exo-2a (questo il nome della stella, dal satellite che l’ha scoperta), come illustrato da un team internazionale guidato da scienziati dell'Istituto Nazionale di Astrofisica in uno studio pubblicato oggi su Astronomy & Astrophysics, mostra in particolare un’intensa variabilità, legata al rapido mutamento delle sue macchie solari.

Immagine artistica del satellite CoRoT

Immagine artistica del satellite CoRoT

Il satellite CoRoT (una missione spaziale condotta dall’Agenzia spaziale francese, CNES, con la partecipazione di Austria, Belgio, Brasile, Germania, Spagna e dell’Agenzia Spaziale Europea, ESA, che comprende anche il contributo dell’Italia), ha recentemente osservato una stella analoga al Sole giovane, quando aveva un’età di circa 500 milioni di anni, denominata CoRoT-Exo-2a. La stella è accompagnata da un pianeta gigante di tipo gioviano che le orbita intorno in soli 1.7 giorni, scoperto dal team che si occupa della ricerca di pianeti extrasolari nell’ambito di CoRoT. Lo studio delle variazioni intrinseche della stella è stato condotto da un altro gruppo internazionale, guidato da astronomi dell’INAF-Osservatorio Astrofisico di Catania con il contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

«È la prima volta che una stella simile al Sole quand’era giovane», spiega Antonino Francesco Lanza, dell’INAF-Osservatorio Astrofisico di Catania, primo autore dello studio pubblicato oggi su Astronomy & Astrophysics, «viene osservata ininterrottamente per 150 giorni, e con una precisione circa cento volte superiore a quella raggiungibile da Terra». Il risultato? La stella mostra variazioni di flusso di circa il 6 percento, ovvero almeno 20 volte maggiori di quelle del Sole attuale, su un periodo di circa quattro giorni e mezzo. Esse sono prodotte da macchie, analoghe alle macchie solari, ma con un’area corrispondentemente maggiore, che si modificano continuamente mentre la stella ruota. Le osservazioni di CoRoT hanno condotto ad un risultato assolutamente inatteso: l’esistenza di un mini-ciclo delle macchie la cui area totale varia con un periodo di soli 29 giorni. Nel caso del Sole il periodo di questi mini-cicli è però di circa 150 giorni.  Il più breve periodo nel caso di CoRoT-Exo-2a potrebbe essere dovuto alla rapida rotazione o alle perturbazioni dovute alla presenza del pianeta gigante a soli 4,2 milioni di chilometri dalla stella, ovvero ad appena il 3 percento della distanza Terra-Sole.

Il team di CoRoT presso l'INAF-Osservatorio Astrofisico di Catania

Il team di CoRoT presso l'INAF-Osservatorio Astrofisico di Catania

Durante la corrispondente fase della sua evoluzione, il nostro Sole illuminava la Terra su cui stavano sviluppandosi i processi che avrebbero condotto al sorgere della vita. La presenza di un’intensa attività di origine magnetica sul giovane Sole e la sua variabilità hanno certamente influenzato tali eventi. Lo studio delle stelle di tipo solare condotto con il satellite CoRoT e con altri telescopi da terra e dallo spazio contribuiranno a chiarire l’influenza delle stelle sui pianeti durante tali fasi cruciali della loro evoluzione. Nel caso specifico di CoRoT-Exo-2a sarà poi interessante continuare a osservare la stella, anche con i telescopi a terra, per confermare l’eventuale effetto del pianeta gigante sull’attività magnetica della stella.